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"Milano-Crotone": il vecchio compianto Intercity che i pendolari rivogliono

"C'era una volta la vecchia tratta delle ferrovie Joniche". Giovani pendolari e non, muniti di vecchie valigie di cartone, costretti a lasciare il loro paese natale per lavorare, sperando chissà? di trovare fortuna nella nuova terra promessa.

Giovani ragazzi, appartenenti a famiglie benestanti, che permettendosi il lusso di poter ancora studiare, salutano il loro paese d'origine per approdare negli atenei delle città più importanti del nostro stivale. Era l'Italia degli anni 50': ritratto di una penisola più povera, che ancora non aveva conosciuto i vocaboli boom e benessere economico, pronta a qualsiasi sacrificio pur di conquistare il bene più prezioso, "una vita dignitosa".

 

La tratta ferroviaria Taranto-Reggio Calabria nasce ufficialmente nel 1870 e, nel giro di soli 6 anni, si allarga sempre di più con i nuovi collegamenti aperti a Cariati e Crotone. Trebisacce, Corigliano, Sibari e Rossano Calabro da sempre punti cardine di una linea che diventa ufficialmente operativa nel 1876 e, con il trascorrere del tempo, attraversa l'Italia fino ad arrivare a Milano. Sud e Nord possono dialogare a distanza e l'Intercity Crotone-Milano diventa un importantissimo punto di riferimento per calabresi e pugliesi, residenti in cittadine o paesi poco collegati, costretti a spostarsi per motivi di lavoro. I tagli imposti dalla crisi economica ai servizi ferroviari più lenti, per molti viaggiatori è stato un colpo al cuore. "Una mazzata all'ennessima potenza". Euristeo Ceraolo è un giovane pendolare rossanese che, stufo molto probabilmente del silenzio, di questo senso di sconfitta e resa da parte dei cittadini italiani, punta l'indice contro la soppressione del treno, mettendo così in moto una protesta, diventata presto uno slogan con tanto di video musicale. "Sbaglio o si era sbandierato il ripristino dei treni a lunga percorrenza come l'intercity Milano-Crotone e viceversa? Della serie la protesta non conosce vacanza! Non solo è aumentato il disagio per il trasporto ferroviario con i vari cambi per arrivare a destinazione,  ma è esageratamente aumentato il costo del biglietto da € 82,00 a € 100,00 circa. Tutto per scoraggiare l'utenza ad utilizzare la strada ferrata e di questo periodo chi paga il danno maggiore è il turismo, con serie ricadute sull’ impatto economico. Con chi me la devo prendere?"

Ceraolo, diventato delegato per la Regione Emilia-Romagna del CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), ha coinvolto alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, fra i quali il cantautore Francesco Guccini, autore del libro "Dizionario delle cose perdute" e l'ex ispettore della DIA, Pippo Giordano. Per quest'ultimo una vita all'insegna della lotta alle mafie per la riconquista della legalità e, nel suo ultimo libro, "Il Sopravvissuto", Giordano racconta la sua esperienza lavorativa accanto a Falcone, Borsellino, Ninni Cassarà, uomini che hanno scritto la nostra storia moderna. Sulla scia del brano musicale di Guccini, La Locomotiva, si è dato vita a questo breve clip "Ridatemi il treno và". Pendolari in segno di protesta, davanti alla stazione di Forlì. Modesti e umili lavoratori, fedeli e rigorosi contribuenti che chiedono il ripristino di un loro diritto; "liberi di viaggiare da Nord a Sud o viceversa".

Milano-Crotone: un tempo Intercity super affollato, oggi un vecchio ricordo che, insieme a tante piccole stazioni di località ioniche, non ha nemmeno il piccolo conforto di giacere nel museo dei ricordi. Ritratto di una parte d'Italia, quella dei cittadini, trascurata e, a malapena, ascoltata. "Da Milano a Crotone e viceversa, l'incubo abbandono totale aleggia, sempre minaccioso, all'angolo della strada".

 

Guarda il video "Ridatemi il treno và" (canale you tube)


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