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San Giuseppe Due: dalle glorie "Antartiche" all'abbandono totale. Lettera aperta di un cittadino che "non ci sta"

"San Giuseppe Due". Un nome che, forse, a molte persone non dice nulla, ma tutti i grandi appassionati del mare e della barca a vela, porteranno sempre nel loro cuore. 16 metri di grandezza che hanno scritto una pagina importante della storia di Anzio e, diciamolo apertamente, anche della storia tricolore.

Grazie al Comandante Ajmone Cat, 45 anni fa questa barca partì dalla nota cittadina laziale per giungere in Antartico. Un intenso lavoro di Ajmone e del suo equipaggio premiato con un impensabile traguardo, ripetutosi quattro anni dopo, nel 1973. La seconda storia di successo, grazie al grande coraggio umano, dopo il primo sbarco sulla luna. Ajmone Cat dona la storica barca al Comune di Anzio poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2007. Tre anni fa, amministrazione locale e la Marina Militare sottoscrivono un accordo che prevede la restaurazione del San Giuseppe Due, affidata ai cantieri dei fratelli Gallinari, per il futuro eventuale uso, a fini esclusivamente didattici e educativi. Un gita in barca con le scuole di Anzio e Nettuno, all'insegna della scoperta del mare, dell'educazione marina. Il tutto con il fine di invitare al massimo rispetto del nostro ambiente. Oggi di questo grande progetto non si sa più nulla. Silenzio totale e la storica imbarcazione abbandonata a se stessa dentro il porto marino. Un destino non certo dei migliori, dopo le vecchie glorie "antartiche", datate 1969.

L'imprenditore Andrea Cafà, appassionato di mare, scrive una lettera aperta a tutte le redazioni giornalistiche affinchè i media prendano a cuore questa vicenda fatta di vecchie promesse che, allo stato attuale, non si sarebbero tradotte in fatti concreti: "Spett. le redazione, a seguito di alcune ricerche su diversi portali web ho potuto leggere il vostro articolo che parla dell’impegno da parte del comune di Anzio a restaurare questa meravigliosa feluca di 16 metri, il “San Giuseppe Due”, prima barca italiana in Antartico grazie al suo C.te, Giovanni Ajmone Cat, e i suoi equipaggi a oggi testimoni delle due avvincenti imprese partite dalla città di Anzio. L’imbarcazione doveva essere già in acqua a vele spiegate e usata per i nobili scopi per la quale il C.te Ajmone l’ha donata. Di ciò non se ne saputo più nulla; Il San Giuseppe Due è chiuso da tempo dentro un cantiere e nessuno più ne parla. Ho provato a chiedere attraverso mie conoscenze ma ho ricevuto risposte evasive, così sono stato costretto a fare una richiesta ufficiale all'indirizzo del Comune di Anzio per capire quali erano le disposizioni e su quali accordi il comune s’impegnava a sostenere un’opera cosi importante.

L'unico documento ufficiale pubblicato sul portale del comune di Anzio è questo...http://www.comune.anzio.roma.it/web/novita/vedi-notizia.asp?id=2976, dove dice tutto e niente. Le mie domande penso che diventino lecite:

1) Chi sono i responsabili del procedimento di tale accordo o documento, chiamatelo come volete?
2) E' giusto o corretto che delle informazioni cosi importanti e pubbliche non siano state evidenziate sulla stampa esposta nel vecchio sito del comune? intendo nomi cognomi, termini, etc.
3) Tale accordo impegno da parte del comune è stato fatto per determina, giunta comunale oppure qualcuno si è svegliato e ha deciso di prendersi questa importante responsabilità? Basta solamente capire e sapere per diritto e conoscenza di tutti, non solo per pochi.
4) Questo punto me lo riservo per una domanda più approfondita dopo che avrò capito, sempre che ci riesca, i primi tre punti. Attraverso la mia richiesta ufficiale spero di ricevere risposte più chiare cosi non ci sono scuse.

Il San Giuseppe Due cari amici, ma solo quelli veri, non merita tutto questo. La memoria non merita questo; non venitemi per favore a parlare solo dei soldi nn è questo il punto gli impegni presi vanno pesati prima nel rispetto delle persone e come dice qualcuno un atto di trasparenza, di un bene comune a tutti. L'assurdo è la continua perseverante maniera di fare promesse magari in momenti particolari della vita politica attraverso scritti, foto e poi nn mantenerli. Qualcuno è li in attesa di uscire fuori al momento giusto come il coniglio da un cappello del prestigiatore con la stampa e fotografi per sfoggiare demagogiche frasi architettate a mò di scuse..Spero cari amici che questa meravigliosa barca sia portata in una città dove hanno il buon senso, amore per il mare e rispetto della memoria e ne sappiano fare tesoro per le future generazioni. E ricordatevi sempre del prestigiatore con il suo magico cappello. Concludo chiedendovi di postare quanto sopra o a vostra discrezione un vostro articolo che porti alla luce quanto ho descritto affinchè il San Giuseppe Due possa avere la giusta collocazione che merita".

"Io non ci sto", tuonava tanti anni fa un noto Presidente della Repubblica italiana. Le parole di questo semplice cittadino rimbombano come fulmini a ciel sereno e tornadi devastanti. "Abbandono". Termine inquietante, che mette quasi sempre paura. Vocaboli che tutti gli uomini con la diligenza del buon padre di famiglia, come scrivono molto manuali giuridici, non potranno mai comprendere e accettare.

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